Ferragosto 2005 per Luca e Donatella
13.08.2005
Via
Cuore t'oro - Passo Falzarego
Finalmente
vacanza! Davanti a noi tre giorni completi a disposizione per dimenticare lo
stress da ufficio e ritemprare anima e corpo. Dunque non facciamo attendere gli
eventi: puntiamo la sveglia alle 4.30 di sabato mattina, prepariamo armi e
bagagli e con il teletrasporto focus raggiungiamo il passo Falzarego. Il
parcheggio è ancora semivuoto, ma dato il periodo non durerà molto. Le
previsioni promettono per oggi la giornata migliore delle tre, qui però si
vedono foschie in agguato su tutte le vette più alte: meglio non fidarsi.
Zaino
più leggero possibile e passo agile.
La
foto ricordo presa dal parcheggio verso il Lagazuoi mostra un muro di sasso
altissimo; nonostante i disegni e le ripetute spiegazioni non riesco a capire da
dove si potrebbe passare... Cioè, capisco che qualche arrampicatore
appassionato possa trovarla interessante, ma cosa c'entro io?
Iniziamo
la via indovinando la strada, il disegno preso da internet non è precisissimo
ma in qualche maniera gli spit e le soste si trovano. Poi dal secondo tiro il
percorso non è per niente chiaro e la descrizione che ci siamo portati dietro
non coincide minimamente con la realtà. Mentre sono in sosta la corda sale e
scende continuamente: non vedo Luca ma è chiaro che lassù si sta combattendo
una dura battaglia. Quando mi chiama per salire non c'è tempo per pensare: di
corsa e alla meno peggio, seguendo la corda che tira dall'alto. Altro che
estetica dell'arrampicata e grazia dei movimenti, la mia filosofia è che in
guerra e in cordata tutto è permesso, anche aiutarsi sui rinvii!
Il
momento migliore arriva quando la corda diventa orizzontale per superare
l'ultimo traverso prima della sosta. Mi diranno poi che in quel punto il
passaggio era abbastanza verticale e i sassi del sentiero sottostante
abbastanza lontani. Io ho guardato fisso la parete davanti ai miei occhi e
spento il cervello per superare l'abisso. Meno si pensa e meglio si sta...
La
sosta però non è quell'isola di salvezza che si potrebbe immaginare: 4cm
quadri per appoggiare i piedi (un bel 41 di scarpa, mica Cenerentola) e nodo
fissato ad un chiodo arrugginito: lasciare spento il cervello e attendere che
tutto sia finito senza movimenti bruschi...
Da
sotto si sentono le voci di una seconda cordata che ci sta raggiungendo ma poi
non li vediamo emergere dalla nebbia che nel frattempo aveva avvolto la parete.
Forse avranno sbagliato strada o forse... la strada l'abbiamo sbagliata noi! Ma
guarda un po': da questo punto in poi la descrizione corrisponde perfettamente
con la via a fianco alla nostra... che fenomeni, siamo passati da una via
all'altra senza accorgerci di niente!
Se
non altro, che questa seconda via è decisamente piu' comoda e attrezzata della
precedente; dopo il traverso strapiombante e la sosta orribile appena fatti gli
ultimi quattro tiri che completano la salita sembrano passeggiate su comodi
viali!
Osservo
che siamo abbastanza in alto sulla parete eppure riusciamo a distinguere
perfettamente il vociare della folla di turisti che sta animando il parcheggio:
benone! Alla faccia della tranquillità e del silenzio che di solito si va a
cercare quando si pensa alla montagna. Ma allora, perché...? ;-)
Si
scende di nuovo al passo Falzarego lungo il sentiero sul versante opposto e
ripassando per la base della via ridiscutiamo della salita; nonostante ci sia
appena passata, non mi capacito proprio di essere potuta davvero salire di la'!
Ma in fondo è meglio così: comprendere è valutare ma qualche volta e' meglio
non valutare...
GrossGlocknerRund
14.08.2005 - distanza km 95 - dislivello 700 mt
Arrivati a Winklern ieri sera dopo aver arrampicato al Falzarego e percorso la val Pusteria per arrivare in Austria. Pioveva a dirotto ed abbiamo optato per una zimmer invece del campeggio. Quindi stamattina partiamo asciutti e riposati dal parcheggio del supermercato di Winklern.
Ci dirigiamo verso Obervellach lungo la valle della Moell. Il tempo tiene: è nuvoloso ma non piove, anzi ogni tanto si vede anche qualche sprazzo di azzurro. La strada è mediamente in discesa ma non troppo; non facciamo fatica a percorrere i 30 kms fino ad Obervellach, da dove parte la strada per Mallnitz.
Prima del paese ci fermiamo per una visita alla
Raggaschlucht, un taglio nella roccia in cui il torrente Ragga ha costruito
delle belle forre. Da Obervellach inizia la salita verso Mallnitz; con una
decisa pendenza la strada supera il primo salto fino all'altipiano, poi un paio
di tornanti spettacolari ci permettono di raggiungere Mallnitz a quota 1200.
Qui prendiamo il treno che fa la spola con Bad Gastein, dall'altra parte della montagna attraverso un tunnel di una decina di kms. Il treno porta essenzialmente auto, ma le bici in Austria sono una priorità per cui non è difficile trovare loro una sistemazione all'interno del vagone. Con 8 euro prendiamo il biglietto per le due bici (contro 15 euri di auto) ed in meno di un quarto d'ora siamo dall'altra parte.
Si scende a Bockstein e scendiamo
rapidamente verso l'incredibile Bad Gastein, costruita nella forra del fiume.
E'
giusto l'ora di pranzo e ci fermiamo davanti la chiesa. Siamo circondati da
hotel inizio 900 e casinò e negozi di lusso.
Per il pomeriggio ci attende la discesa fino alla valle della Salzach: è facile perchè abbiamo pure il vento a favore. La valle si chiude con una galleria che evitiamo con un giro lungo la vecchia strada, molto pittoresca sopra la profondissima valle. Arrivati alla Salzach il fiume e la pista ciclabile scendono molto in basso, ma noi scegliamo la superstrada che ci fa restare in quota e viaggiare velocemente.
A Taxenbach deviamo e prendiamo la ciclabile per arrivare a Bruck: non sempre la pista segue l'andamento più logico, con molte salite gratuite ed allungamenti. Il tempo stava già iniziando a peggiorare; in direzione Bruck si vede ora un muro di pioggia che avanza verso di noi. Ci raggiunge a meno di 5 km da Bruck, giusto quel che basta per lavarci completamente. Puntiamo al campeggio che dovrebbe essere vicino al lago Zeller See ma sulla strada veniamo intercettati da una casa che offre zimmer ed annuncia ”fahrrader wilkommen”: impossibile non accettare! Quindi niente campeggio ma una calda ed asciutta camera mentre fuori il diluvio continua senza sosta.
In camera c'è pure la tv con i canali in presa
diretta sulle attrazioni del luogo: Zeller See, Kaprun, GrossGlocknerStrasse che
è la nostra meta di domani: il panorama è lo stesso per tutti i luoghi: grigio
e pioggia, con la variante che sopra quota 2000 la pioggia diventa neve .... Non
ci sono dubbi: se facciamo la GrossGlocknerStrasse: i 10 km centrali saranno
tutti sotto la neve. Con questo consolante pensiero ci addormentiamo sotto il
caldo piumino austriaco.
15.08.2005 - distanza 70 km - dislivello 1900 mt
Al mattino il clima non è cambiato: grigio ed umido. Nonostante abbia piovuto tutta la notte non ha ancora esaurito tutte le scorte di acqua e ce n'è per tutti. Partiamo rassegnati ma non diluvia, giusto l'umidità sospesa. La strada inizia quasi pianeggiante, per i primi km. Riusciamo a vedere solo i boschi a quota più bassa perchè tutto il resto della valle è immerso nelle nuvole. Non si vede neanche la nostra meta e forse è un bene.
Poco dopo Fusch c'è il
casello del pedaggio ed inizia la salita: media del 10 % con qualche strappo
ogni tanto.
Non piove nel senso che non cade acqua, ma si viaggia nella nebbia e
nell'umidità costanti con il vantaggio che non abbiamo neanche il paesaggio da
ammirare!
Saliamo in mezzo ad un intenso traffico di camper e macchine, tutti
stranieri in visita turistica. Ci guardano sorridenti dal caldo delle loro auto,
sono in maglietta mentre noi abbiamo pile e goretex addosso. Ma non siamo gli
unici incoscienti in bici e ci sono almeno altri 3 gruppi di ciclisti più o
meno attrezzati che hanno avuto la stessa malsana idea.
Verso quota 2000 il
paesaggio diventa bianco ed anche la temperatura scende. Le ultime rampe
richiedono fatica per il raggiungimento del primo passo, Fuscher Toerl a quota
2428.
Siamo nella nebbia e fa freddissimo, c'è giusto il bagno ed un negozio di
souvenir.
Continuiamo, e con una breve agghiacciante discesa arriviamo al rifugio FuscherLacke, finalmente un ristoro come si deve. Congelati da far fatica a muoverci ci concediamo il necessario ristoro con doppia cioccolata calda e fetta di torta. Si sta troppo bene là dentro per non godersi una sostanziosa pausa prima di ripartire per affrontare l'ultima salita di 300 mt fino al passo vero e proprio. Indosso tutti i vestiti che ho avendo cura di dimenticare in rifugio i pantaloncini da bici ormai fradici.
L'ultima salita è
tutta nella nebbia, ogni tanto la vista si apre sulle pendici dei monti vicini a
mostrare neve ovunque. Con molta fatica supero anche gli ultimi 50 mt che la
strada rende un po' più pendenti fino al passo: freddo e nebbia sono compagni
costanti.
Attraversiamo il tunnel ed arriviamo al versante sud.
Siamo a quota
2504, il punto più alto della strada. Pare di essere in un altro posto perchè
non ci sono più nuvole e si vede finalmente il panorama circostante. Iniziamo
subito la discesa per non congelare ma fa più caldo del previsto. Possiamo
quindi goderci tutta la discesa con vista sui vari gruppi: Schober, Glockneer e
Goldberg. Arriviamo comodamente ad Heiligenblut: un rapido giro del paesello più
caro dei Tauri e proseguiamo per gli ultimi km che ci portano (con una piccola
sorpresa di un'ultima salita) fino alla conclusione a Winklern.
Ormai a Winklern
splende il sole ed è estate ... Il tentativo di visitare la mostra dei
cristalli dei Tauri naufraga miseramente contro la teutonicità degli orari
austriaci ma l'appuntamento con la supercena al Gailberg Sattel viene pienamente
rispettato e concludiamo con soddisfazione la 3 giorni di ferragosto.
Partecipanti: Luca, Donatella