Marocco day 4

martedì 23.02.2010 - Da Imlil al rifugio Nelter


Ci svegliamo in una giornata un po' muffa. Cielo coperto ma qui ad Imlil non piove.

Caricati gli asini con sci e bagagli iniziamo la nostra mattinata di trekking verso il rifugio Nelter. Ci aspetta un  disilivello di 1.500m con uno sviluppo da 4 - 5 ore di cammino.

Dopo la prima mezz'ora giungiamo al paese di Mohamed la guida e con lui ci inoltriamo nella suggestiva valle.

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Partenza da Imlil
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canali di irrigazione
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paesi berberi
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salita
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casa di Mohamed
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attraversamento piana

 

 

Passato il fiume saliamo dolcemente sulla destra orografica della valle. I pochi alberi e le macchie di verde erba fanno posto al marrone - nero delle aride pietre. Mentre Mohamed ci spiega che qui si può ancora incontrare il leopardo dell' atlante, un "gippetto" ci sorvola veleggiando leggero.

Arriviamo ad un piccolissimo paesino con 10 case. Qui un cartello vieta ai non mussulmani di attraversare il ponticello. Dall'altra parte c'è una pietra santa meta di pellegrinaggio per i credenti mussulmani.

Su invito di Mohamed ci fermiamo a bere una coca-cola per una breve pausa. Perché proprio le coche di quel vecchietto? Perché proprio in quel "bar" e non in uno degli altri 8 del paese? Probabilmente ci sono degli accordi economici o di simpatia tra la guida e certi venditori che incontreremo lungo la strada anche nei prossimi giorni.

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suggestive valli
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salita
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zona sacra
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coca-cola araba
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gatti di casa
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il "bar"

 

 

Ripreso il cammino, questa volta sulla sinistra orografica, giungiamo al limite della neve. Qui gli asini si fermano. Carichiamo gli sci in spalla e proseguiamo ancora qualche metro prima di poterli mettere a terra. Siamo più o meno a quota 2.650m.

Si sale dolcemente in costante traverso seguendo una lingua di neve a lato del sentiero estivo. Le montagne pietrose e brulle sono veramente suggestive.

Più o meno a quota 2800m un grosso masso di frana è stato usato per creare una sorta di casetta. Muretti di pietra, tetto chiuso da teloni. Ci fermiamo per il pranzo all'aperto. Tavolini e sedie mentre il sole comincia a farsi sentire.

Pane arabo, patate e sardine. Ma la vera chicca è la spremuta di arance fatta sul posto. Circa 6 grosse arance a testa per un bicchiere di spremuta. A 2.800m non l'avevo mai visto fare. Buonissimo e per soli 20 dirham.

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paese berbero
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sci in spalla
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si sale in traverso
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pranzo all'aperto
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spremuta di arance a 2.800m
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la vallata del Nelter

 

 

Rimessi gli sci proseguiamo nella lunga diagonale. Il sole si fa cocente. Via tutto, rimaniamo in maniche corte a 3000m di altitudine.

Finalmente si vede il rifugio in lontananza. Ancora in traverso... ed è fatta. Siamo arrivati al Netler 3.207m.

Io ed i Rumo boys abbiamo ancora energia da spendere e siamo ansiosi di farci una breve sciata. Continuiamo a salire ancora per circa 50m. Qui la neve è dura. Siamo al limite con le lame... dietro front e ci facciamo qualche curvetta per rientrare al rifugio.

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Caldo
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il sole trasforma
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neve
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in vista del rifugio
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rifugio Nelter 3.207

 

 

L'edificio è in muratura con il solito tetto piatto a far da terrazzo. E' gestito da un guardiano e la cucina è a disposizione delle guide e dei cuochi dei vari gruppi. Quasi una sorta di bivacco. Come sempre fa più freddo dentro che fuori e l'umidità la fa da padrona.

La nostra camerata sembra un tipico lager tedesco con la distesa di letti a castello attaccati uno all'altro. I materassi sono umidissimi. Mohamed riesce a procurarci 2 coperte. Le stendiamo sopra a 2 dei nostri teli termici prima di posarvi i sacchi a pelo. In questo modo avremo un po' di isolamento.

Con le luci del tardo pomeriggio rientrano anche i cuochi ed i portatori locali che si stavano divertendo sul pendio vicino al rifugio. Sci e scarponi presi in prestito. Salita a piedi e discesa con gli sci o con la tavola. Qualcuno è molto goffo ed impacciato. Altri se la cavano egregiamente. Anche i marocchini sanno sciare.

 

Dentro la stanza comune riscaldata da un caminetto è piena. Ci sono circa 35 persone di vari gruppi. Soprattutto spagnoli e  francesi.

Fuori riesco a vedere una volpe che gironzola attorno ai rifugi, probabilmente attratta dai rimasugli delle cucine.

Tajine per cena ed il classico te "vervene". Dicono che sia un'ottima tisana per dormire bene.  In realtà è altamente diuretico. Durante la notte si innescherà un continuo via vai di lampadine frontali a far la spola dal letto al bagno per scaricare litri e litri di pipì.

Se questo vuol dire dormire bene.....

 

 

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